Quando avevo aperto questo account su facebook mi era venuta l'idea di far vedere le vetrine della città di Cuneo. Le vetrine sono un simbolo della modernità, del progresso, della vita reale. Ma avevo anche un'altra idea. Quella di far vedere le vetrine vuote. Ne avevo fotografata qualcuna ma poi non le avevo mai inserite.
Inizio con la prima. Magari non tutti la conoscevano essendo un po nascosta ma questa vetrina era l'esempio di cosa succede quando i cambiamenti tecnologici a livello globale possono farti chiudere. Un marchio storico a livello europeo che riparava principalmente .... apparecchi televisivi a tubo catodico. Conoscevo anche il negozio di Savigliano dove la prima volta che ci ero entrato tanti anni fa mi aveva stupito il numero impressionante di televisioni presenti fino al soffitto. Avevo chiesto come mai. La gente gli portava i televisori a riparare e poi non si faceva più vedere.
Se in quei locali dovesse aprire una nuova attività, toglierò il post. I motivi per cessata attività possono essere tanti ma la quasi totalità chiude per i motivi che tutti conoscono. E la città di Cuneo non è diversa dalle altre italiane.
Le parole che voglio usare in questo primo post della serie, che servirà anche per tutti gli altri sono queste "Qui c'era qualcuno moderno che credeva nel progresso e rischiava tutti i giorni la sua faccia e il suo capitale. Era qualcuno che credeva nella libertà. Non quella dei giornalisti lustrascarpe e dei politicanti ma quella vera. Quella che in teoria dovrebbe renderti felice. Il giorno che ha chiuso per lui non c'è stata la cuccagna della cassa integrazione. Peggio per lui."

