La città di Savigliano entrò nei miei percorsi per via di un negozio che mi aveva fatto conoscere un mio amico di fabbrica. Avevo 20 anni circa. Essendo scartata dall'asse stradale che collega Cuneo con Torino, per me non esisteva. Quel negozio fu l'inizio. Vendeva, unico in tutta la provincia, in caso contrario bisognava andare in Torino città per trovarne simili, una cosa nuova. Macchine fotografiche reflex e tutto il corollario di accessori. Borse, teleobbiettivi, cavalletti e via dicendo. Prima, per la massa, c'erano le polaroid oppure apparecchi a fuoco fisso. Fu un vero pioniere. Nessuno ha idea di che personaggio si trattasse, veramente un personaggio di altri tempi. Il negozio era sempre pieno all'inverosimile. Era da solo, doveva gestire tutto quanto, dalla vendita di reflex che avevano bisogno di spiegazioni ad altre cose tipo occhiali oppure fotografie che aveva fatto sviluppare per i clienti, di tutto di più. Un ritmo di lavoro impressionante gestito in totale controllo. Mai una caduta di stile, un saluto affettuoso per chiunque.
La città di savigliano avrebbe dovuto fare un monumento a Gianni Frescura conosciuto come Fedon. Qualità personali di livello superiore, una abilità mai più rivista da nessuna parte, parlava in contemporanea con due, tre persone mettendo sempre a fuoco per ognuno le loro problematiche. Avete presente i moderni centri commerciali dove il personale non ha voglia di fare nulla? Se sono riuscito a rendergli onore era semplicemente l'opposto. Il negozio esiste tutt'ora ma ha cambiato proprietà. Quell'epoca delle reflex è finita da diversi decenni. Quella che mi accompagnerà per molti anni era una OLYMPUS. Non penso sia ancora in vita. Quando aveva chiuso mi avevano detto era ritornato dalle sue parti, nel veneto o nel friuli. Non aveva figli.


